San Marino e San Leo

Questo itinerario è dedicato ad una zona peculiare della nostra penisola. Abbiamo, infatti, riservato una lunga tappa alla Repubblica di San Marino. Sappiamo bene che geograficamente si trova “fuori” dai nostri confini nazionali ma, essendo circondata interamente dal territorio italiano e viste le meraviglie che essa offre, non abbiamo potuto far a meno di visitarla.

Altra meta di questo itinerario, non meno importante e suggestiva, è stata San Leo: un delizioso borgo “adagiato” su uno sperone di roccia della Valmarecchia nella provincia di Rimini in Emilia Romagna.

San Marino

rocca

 

Appena abbiamo fatto il nostro ingresso a San Marino è stato letteralmente impossibile non farsi rapire dal fascino di questo delizioso borgo che spicca “arroccato” in cima al Monte Titano, un rilievo montuoso dell’Appennino tosco-romagnolo.

Un nucleo residenziale antichissimo che racchiude monumenti e luoghi di interesse storico spettacolari.
Ed è proprio sulle cime del monte Titano chesi trovano le tre Rocche,dette anche tre Torri: la prima chiamata Rocca o Guaita, la seconda Cesta o Fratta e la terza denominata Montale.

Un consiglio: dedicate un’intera giornata alla visita delle Tre Torri, non ne resterete delusi!

La prima Torre (conosciuta anche come Rocca o Guaita) è la più grande nonché la più antica delle tre rocche che dominano la Città di San Marino. La torre è protetta da una cinta muraria esterna e da una interna: la cinta esterna, coronata da imponenti merlature e rafforzata da notevoli torrioni angolari, faceva già parte del primo girone di mura costruito a difesa della città; la cinta interna è la più antica ed è accessibile tramite un incantevole ingresso sopraelevato. Quest’ultima cinta rinchiude al suo interno la Torre Campanaria, la Torre della Penna e gli alloggiamenti delle legioni, tramutati in seguito in carceri. Tutti luoghi assolutamente da visitare!


La particolarità di questa splendida torre, con pianta pentagonale, è chenon ha fondazioni in quanto poggia direttamente sulla roccia del monte. Uno stemma barocco della Repubblica, trasportato dal vecchio Palazzo Pubblico, orna la porta d'ingresso mentre nel cortile ospita alcuni pezzi di artiglieria, due mortai donati dal re Vittorio Emanuele II e due cannoni con i quali la Guardia di Rocca spara a salve durante i giorni di festa, dono di Vittorio Emanuele III. Un vero tuffo nella storia!

La seconda Torre Cesta, conosciuta anche come Cesta o Fratta, sorge sulla vetta più alta del Monte Titano ed il suo nucleo primitivoseconda torre era utilizzatocome torre d'avvistamento già dall’epoca romana.
Nel 1320 fu dotata di un altro muro e da una serie di fortificazioni che costituiscono la seconda cinta difensiva della città. La porta attraverso la quale è possibile accedere all'interno, fu aperta nel XVI secolo e rifatta nel 1596 come si evince dall’incisione presente ai lati dello Stemma della Repubblica.
Questa torre presenta ancora l'aspetto che contraddistingue le torri medievali con tanto di caditoie e balestriere. Per gli amanti dell’epoca medievale questo potrebbe essere paragonato ad un angolo di paradiso!

La Torre Cesta, come se non bastasse, è sede di un interessantissimo Museo delle Armi Antiche, dove sono esposti circa 700 esemplari di armi appartenenti a diverse tipologie ed epoche di realizzazione.
L'esposizione si “snoda” in quattro differenti sale e ospita alcuni importanti esemplari di armature, armi in asta, armi da fuoco a miccia, a ruota, a pietra focaia o armi sperimentali dell'Ottocento. Decisamente interessante.

armaturaLa terza Torre, o il Montale,è caratterizzata da una forma slanciata con pianta pentagonale. Fino al XIII secolo la Terza Torre era un fortilizio staccato dalle altre due rocche e fu collegato ad esse nel 1320 da una possente muraglia. Di questa muraglia ancora oggi sono ben visibili alcune tracce e lungo il relativo percorso paesaggistico si potranno ammirare dei panorami assolutamente eccezionali.

La terza Torre rivestì una grandissima importanza nelle lotte contro i Malatesta che possedevano il vicino castello di Fiorentino. Una campana segnalava alla popolazione i pericoli e l'arrivo di viandanti, ai quali era richiesto un pedaggio. Con la distruzione del castello malatestiano di Fiorentino nel 1479, il Montale fu abbandonato. E ancora oggi, infatti, è l’edificio leggermente “emarginato” dell’intero percorso delle torri ma meritevole di tantissime attenzioni.

All’interno della Torre è ubicata una prigione, detta Fondo della Torre, profonda sei metri e alla quale si può accedere solo dall'alto. Questa torre (contrariamente alle altre due) non è accessibile al pubblico ma offre,tra le altre cose, una suggestivaveduta.
Nello spettacolare percorso naturalistico che collega le Tre Torri ci si imbatte nel suggestivo viottolo del Passo delle Streghe, aperto su altri fantastici panorami. Assolutamente consigliato da percorrere, un meraviglioso luogo fuori dal comune!

A pochi minuti a piedi dalla Prima Torre (in un comodissimo percorso in discesa) ci si potrà ritrovare in una pittoresca Piazza dellapasso delle streghe Libertà. Nel cuore del centro storico questa piazza ospita il Palazzo Pubblico (attuale municipio) nonché numerosissimi e caratteristici bar panoramici con tavolini all’aperto dai quali è possibile ammirare un panorama mozzafiato sulle campagne che circondano San Marino.

La particolarità di questa piazza consiste nell’essere stata costruita su una serie di antiche cisterne, che un tempo rifornivano d'acqua l'intera città.

Al centro della piazza si trova la Statua della libertà, una bianchissima scultura di marmo di carrara realizzata dall'artista italiano Stefano Galletti. La statua raffigura un guerriero che avanza con una mano protesa in avanti e l'altra che tiene una bandiera. Le tre torri sulla corona del guerriero rappresentano le antiche fortificazioni di San Marino. La base della statua è una fontana di acqua potabile.

Non molto lontano dalla piazza si trova anche la cabinovia che collega il centro storico al sottostante Borgo Maggiore. Per chi volesse godere di un panorama unico è decisamente consigliabile, anche se di brevissima durata!

Sul lato settentrionale della piazza impera il municipio, il cosiddetto Palazzo Pubblico, un imponente e affascinante edificio del XIX secolo progettato, nel suo attuale aspetto, dall'architetto romano Francesco Azzurri. Questa affascinante “sede del potere” si ispira allo stile sontuoso dei palazzi italiani del XIII e XIV secolo nonché dei palazzi civici delle città rinascimentali italiane (la sua facciata, infatti, ricorda il Palazzo Vecchio di Firenze).
Palazzo PubblicoIl palazzo è attualmente la sede del governo della città, dove si svolgono tutte le cerimonie e i ricevimenti ufficiali. Le splendide sale riccamente decorate del palazzo, che venivano utilizzate per le riunioni di Stato,racchiudono opere pittoriche di immenso valore e antichi arredi. La sala del Consiglio Grande e Generale ospita un dipinto che raffigura l'apparizione di San Marino al popolo.

Ripercorrendo la visita del Palazzo è utile segnalarvi le parti salienti. Appena si entra nel Palazzo ci si trova nel grande atrio dominato da una enormee suggestiva scalinata in pietra che conduce ai piani superiori. I muri sono decorati da un fregio che riporta stemmi e insegne di diciannove fra Stati e personalità che sono stati generosi verso San Marino. Tra questi, notate il busto del poeta Giosuè Carducci, uno stemma barocco e due spettacolari balestre del XVI secolo.

Una volta percorsa la scalinata si arriverà sul piano mezzanino, proprio davanti a un meraviglioso dipinto che raffigura la liberazione di San Marino dall'occupazione del cardinale Giulio Alberoni nel 1740. Da lì si potrà visitare la sala dello Scrutinio, dove due dipinti settecenteschi di Giovanni Lanfranco raffigurano San Giovanni Battista e San Marino.

La sala del Consiglio dei XII è decorata con un dipinto raffigurante San Marino nell'atto di benedire la sua città. Seguendo il percorso guidato ci si ritroverà, poi, nella decoratissima sala del Consiglio Grande e Generale dove sono posizionati i 60 scranni dei consiglieri della Repubblica e i troni dei capitani reggenti. Sulla parete frontale vi apparirà un enorme dipinto di Emilio Retrosi che raffigurapalazzo interno l’apparizione di San Marino al suo popolo. Un emozionante percorso tra storia e attualità!

Il Palazzo Pubblico è aperto tutti i giorni e l'ingresso è a pagamento. Ricordate, fin dal vostro primo giorno a San Marino, che è possibile acquistate un biglietto cumulativo che include anche i musei di San Marino e le tre rocche. Se poi organizzate la vostra visitada giugno a settembre potrete osservare il cambio della Guardia che si svolge ogni ora allo scoccare della mezz'ora.

Dopo la visita al Palazzo Pubblico, ci si potrà godere un viaggio nel tempo tra i vicoli storici di San Marino. San Marino con i suo vicoli ricchi di storia, negozi straordinariamente inseriti nel contesto storico. Il centro storico dell’antica città si snoda nella parte alta di San Marino. Le possenti mura medioevali in pietra racchiudono il grande centro storico, anch’esso tutto in pietra e assolutamente vietato alle auto.

Il centro storico è un piccolo mosaico di contrade e vie su cui si affacciano i palazzi e monumenti.

Proprio nell’intreccio di quei vicoli ci siamo ritrovati dinnanzi alla Basilica di San Marino, la chiesa principale della Repubblica, caratterizzata dalla imponente facciata neoclassica e che ospita al suo interno le reliquie del santo fondatore dello Stato.
Basilica san marinoLa Basilica di San Marino è una meraviglia architettonica del bolognese Antonio Serra. La costruzione ha richiesto bentredici anni da lavoro e fu completata nel 1825. La basilica sorge sulle fondamenta di una precedente chiesa del V secolo.

All’esterno della Basilica, le otto colonne corinzie del portico rievocano l'immagine di un antico tempio. L'iscrizione latina sopra le colonne riporta la seguente dicitura: “Divo. Marino. Patrono. Et Libertatis. Avctori. Sen. PQ.”, ossia: “San Marino, patrono dello stato e protettore della libertà del senato e del popolo”.

All'interno, la chiesa presenta tre navate fiancheggiate da una serie di colonne corinzie e statue che rappresentano Cristo redentore e i dodici apostoli. Possibile ammirare splendidi pavimenti a mosaico e un soffitto a cupola riccamente decorato. Sempre al proprio interno impossibile non notare il trono del XVII secolo dedicato ai Capitani Reggenti, ossia i capi della Repubblica di San Marino.

La chiesa è ripartita tra i suoi sette meravigliosi altari, di cui uno è dedicato a Maria Maddalena. Sull'altare principale si trova un'urna che contiene le reliquie di San Marino, il fondatore e il santo patrono della Repubblica.

Accanto alla basilica si trova la chiesa di San Pietro, costruita nel XVI secolo. All'interno si può notare uno splendido altare marmoreo e una statua di San Pietro realizzata dallo scultore Enrico Saroldi. Anch’essa decisamente da visitare!hotel rosa

Le nostre impressioni sul soggiorno a San Marino sono risultate decisamente positive.


Abbiamo soggiornato preso l’Hotel Rosa nel bel mezzo del centro storico di San Marino. L’Hotel è situato in posizione strategica e panoramica, ai piedi della prima Torre tra le antiche mura e con vista sulle splendidi valli del Montefeltro.Una struttura che consigliamo di buon grado!

Per quanto riguarda il cibo, segnaliamo, sempre a San Marino, il Ristorante “Il Beccafico” capace di offrire i migliori piatti della tradizione sammarinese e romagnola nonchè le specialità della casa: dai salumi nostrani ai tradizionali piatti di pasta fatta a mano, fino alla carne, al pesce di ottima qualità e alle pizze.

Personale assolutamente eccellente ... per non parlare della Sig.ra Donatella che ha continuato a viziarci con tutte le sue prelibatezza per tutto l’arco del nostro soggiorno!


SAN LEO

Giunti a San Leo ci siamo ritrovati all’improvviso proprio nel fulcro dello splendido borgo medievale, caratterizzato dalla piazza attorno alla quale si dipanano i principali edifici della cittadina.Al centro della piazza si trova un’antica fontana costruita nel 1893 proprio nel luogo ove,in età medievale,probabilmente esisteva l'olmo della Comunità o Olmo di San Francesco. Subito dietro la fontana si può scorgere il più antico monumento della cristianità leontina: la Pieve di Santa Maria Assunta. Edificio medievaletra i più affascinanti dell’Italia centrale!

La Pieve costituisce la prima testimonianza della cristianizzazione di questa zona dell´entroterra, operata da San Leone tra il III e il IV secolo: la primitiva cellula di una storia che si mescola e confonde con la tradizione. Rappresenta, infatti, il più antico edificio di culto di questa incantevole cittadina e del Montefeltro.

pieve San LeoSecondo la tradizione fu proprio il santo dalmata che, esercitando la professione di tagliapietre, edificò la prima chiesa, dedicata all'Assunzione di Maria, la Dormitio Virginis.

Durante il Medioevo all’interno della chiesa non si celebravano solo i sacramenti o si partecipava alle messe solenni, ma si svolgevano anche le riunioni dei capifamiglia per la discussione dei problemi legati alla comunità.

Una particolarità molto interessante: la Pieve di San Leo viene spesso tratteggiata metaforicamente come una nave incagliata su uno scoglio. Una nave di pietra ancorata alla roccia che la sorregge e di cui si compone. L’edificio è infatti posto a cavaliere di una protuberanza rocciosa del masso leontino cosicché, rispettivamente a levante e a ponente, c’è spazio per due ambienti sottostanti le navate: la cripta o confessionale ed il cosiddetto Sacello di San Leone che reca le tracce di una sorta di abside scavata direttamente nella roccia, al quale si accede da una porta esterna in prossimità della facciata. Quella alla Pieve è stata un’entusiasmante visita storica!

Sulla destra della piazzetta che ci ha accolto, percorrendo un vicolo di pochissime decine di metri, ci siamo ritrovati davanti ad una costruzioneanch’essa saldamente ancorata alla roccia che la sostiene: la cattedrale di San Leone. Il Duomo si erge su una protuberanza del masso leontino, in un luogo consacrato sin dall´era preistorica alla divinità.

Un altissimo esempio di architettura medievale conservato nel Montefeltro, costituisce una delle più importanti testimonianze dell’architettura romanico-lombardo. L’attuale edificio cela i resti di una più antica fondazione religiosa, il Duomo altomedievale, costruito a ridosso del VII secolo quando San Leo, eretta a ‘civitas’, divenne sede di una nuova diocesi.

Di questa prima chiesa rimangono numerosi frammenti scultorei, come gli eloquenti resti del ciborio dedicato a San Leone, alcuni capitelli con caratteristici motivi ed i leoni alati del protiro (dimezzati ed assemblati a sostenere una colonna della navata).
Nel XII secolo venne eretta proprio lì una nuova cattedrale, una imponente opera di maestranze romaniche guidate da architetti (o capo-mastri) emiliano-lombardo.

Anche qui, come nell’adiacente Pieve, non v’è un ingresso in facciata ma il portale è aperto su un fianco ed è sormontato dei bustiDuomo San Leo scolpiti di San Leone e di San Valentino, anch’essi provenienti della chiesa antica.

Nell’abside della cripta era collocato il sarcofago con le spoglie di San Leone, del quale si conferma il coperchio con l’iscrizione, datato al VI secolo: esso era certamente meta dei pellegrini che abbandonando la costa s’inoltravano nell’Appennino passando per San Leo alla volta di Roma.

La chiesa conserva un eccezionale corredo scultoreo che annovera, oltre ai capitelli corinzi del III secolo (d.C.), numerosi capitelli romanici variamente figurati, i più antichi dei quali rappresentano icasticamente i simboli del cristianesimo primitivo. Quando si dice: la storia!

La Torre Civica rappresenta il monumento più appartato di San Leo, seppur contraddistinto da una massiccia e imponente mole, è collocato in una zona impervia.

Il campanile-torre è un edificio di innata bellezza, emblematico esempio di stile architettonico romanico, che diventa un tutt'uno con la stessa roccia su cui poggia.

Il suo perimetro quadrato ingloba ed occulta all’interno una costruzione a piante circolare, alta sino alla cella campanaria. Da quel che si tramanda, si tratta probabilmente di una torre precedente, più antica, per alcuni versi affine alla Pieve dell’assunta assunta (IX-XI secolo). Infatti, vi si ritrova il medesimo tipo d'alcune monofore con un impianto simile a quello delle absidi della stessa Pieve.

Torre Civica

Una particolarità della Torre Civica: nello strombo di una finestra è presente un capitellino e relativo pilastrino frammentato, proveniente dalla recinzione presbiterale della pieve, insieme a quelli riutilizzabili nelle pseudo-loggette della stessa ed alle lastre dei plutei, conservate nel Museo d’Arte Sacra di San Leo.

Solitamente la Torre è chiusa al pubblico, viene aperta nei periodi di festività o in occasioni di eventi, noi abbiamo avuto la fortuna di visitarla!

Poco distante dal centro del borgo è assolutamente impossibile non notare il vigoroso Forte Rinascimentale. Il possente masso calcareo di San Leo, alla cui sommità sorge il Forte, con le pareti perimetrali scoscese e perpendicolari al suolo, costituisce di per sé una fortezza naturale. Impossibile da descrivere nella sua maestosità!

Furono i Romani, consapevoli di tale straordinaria attitudine, a costruire una prima fortificazione sul culmine del monte.

Durante il Medioevo, la fortezza venne aspramente contesa da Bizantini, Goti, Franchi e Longobardi.

Berengario II, ultimo re del regno longobardo d’Italia, venne qui stretto d’assedio da Ottone I di Sassonia, tra il 961 e il 963. Fu proprio in questo periodo che la fortezza assunse il ruolo di Capitale d'Italia.

Intorno alla metà del XI secolo, da Carpegna scesero a San Leo (allora chiamata Montefeltro) i conti di Montecopiolo; da questo importantissimo feudo, essi trassero il nome e il titolo di conti di Montefeltro.Rocca San Leo
Nella seconda metà del Trecento, la fortezza venne espugnata dai Malatesta che si alternarono nel suo dominio ai Montefeltro sino alla metà del secolo successivo.

Nel 1441, il giovanissimo Federico da Montefeltro fu protagonista di un’ardita scalata della Rocca. Nel frattempo, l’arte della guerra aveva conosciuto determinanti innovazioni e la fortezza con la sua struttura medioevale, composta di semplici torri quadrangolari, disposte a recinto del mastio centrale, non era più in grado di sostenere l’avvento delle armi da fuoco.

Fu allora che Federico affidò al grande architetto e ingegnere senese Francesco di Giorgio Martini il compito di ridisegnare la rocca e approntarla alle nuove esigenze di guerra.

La nuova forma, che ridisegnò completamente l’architettura del forte, prevedeva una risposta al fuoco secondo i canoni di una controffensiva dinamica che potesse garantire direzioni di tiri incrociati. Per questo motivo i lati della rocca erano dotati di artiglieria e le vie d’accesso erano protette da avamposti militari.

La fortezza veniva a costituire così il culmine di un sistema guerresco che si estendeva a tutto il masso.

Il forte di San Leo assunte così un emblematico significato tanto che il Bembo ebbe a definirle ‘’fortissimo propugnacolo e mirabile arnese di guerra’’, ammirevole punto d’incontro tra natura e arte.

Nel 1502, Cesare Borgia, sostenuto da Papa Alessandro VI, riuscì ad impadronirsi della fortezza. Tuttavia, alla morte del Papa (1503), Guidobaldo da Montefeltro ritornò in possesso dei suoi domini sino al 1516, quando le truppe fiorentine capitolate da Antonio Ricasoli, spalleggiate alla corte papale da Leone X de’ Medici, penetrarono nella città e fecero capitolare la fortezza.

Fortezza San LeoI Della Rovere ripresero San Leo nel 1527 e la tennero sino alla devoluzione del Ducato di Urbino al dominio diretto dello Stato Pontificio nel 1631.

Dal 1631 la Fortezza venne adattata a carcere nelle cui anguste celle, ricavate dagli originari alloggi militari, furono imprigionati patrioti risorgimentali dei quali il più celebre fu Felice Orsini e liberi pensatori come il palermitano Cagliostro. Vi assicuriamo che visitare questo luogo susciterà contrastanti emozioni unificate comunque da un soggiacente fascino!

Anche dopo l’Unità d’Italia, la fortezza continuò ad assolvere la sua funzione di carcere, fino al 1906.

Attualmente la Rocca, ripulita dalle sovrastrutture ottocentesche che ne alteravano le eleganti linee rinascimentali, è tornata al suo splendore architettonico che ne fa una delle più celebrate testimonianze di arte militare, in una cornice di storia e di arte tra le più belle d’Italia.

I paesaggi che ispirarono pittori rinascimentali come Piero della Francesca, Raffaello, Leonardo da Vinci sono celatipropri tra le colline del Montefeltro.
Ancora oggi San Leo, soprattutto nella sua parte più interna, offre un’immersione unica nello splendore del suo paesaggio.

cella cagliostroE’ proprio tra i picchi e le rupi calcaree della Valmarecchia, e le dolci colline della valle del Metauro, che si sono materializzati i capolavori di Piero della Francesca e di altri grandi artisti. Un territorio che ancora oggi è un capolavoro di ricchezze naturali, pressocché intatto.

La conservazione delle forme e dei profili di un territorio è uno degli elementi fondamentali per l’identificazione di un paesaggio storico, di un “luogo d’arte”.

Ora il Montefeltro è diventato fortunato erede di un paesaggio non solo straordinariamente bello, ma che è soprattutto un immenso patrimonio culturale.

Dopo esserci immersi in percorsi di arte, storia, paesaggi e cultura salutiamo questo splendido borgo medievale.

Arroccata su un enorme masso roccioso tutt'intorno invalicabile, questa deliziosa cittadina è riuscita a stupirci con tutto il suo fascino, non bisogna dimenticare che San Leo ospitò Dante e S. Francesco d'Assisi.

Il meraviglioso panorama che abbiamo potuto ammirare da San Leo è uno dei più belli e caratteristici della zona, la vista spazia sui monti circostanti attraversando la vallata del Marecchia per giungere fino al mare.

Ripercorriamo l’unica strada tagliata nella roccia che conduce a San Leo per rivolgere il nostro salutoa questo meraviglioso borgo!

 

Strutture che abbiamo visitato e recensito a San Marino:

Hotel Rosa, San Marino, Repubblica di San Marino

Ristorante \"Il Beccafico\", San Marino, Repubblica di San Marino