Pescara, Pineto, Atri e Teramo: un equilibrio scenico tra costa e montagna.

Descriviamo le nostre “gesta” durante uno splendido itinerario interamente dedicato all’Abruzzo che ci ha portato a visitare luoghi decisamente affascinanti, muovendo in un sorprendente “equilibrio scenico” tra costa e montagna.

Prima tappa non poteva che essere un’attraente Pescara, vivace polo culturale dalle antiche origini. Non meno straordinarie si sono rivelate le due meravigliose cittadine: Pineto e Atri. Abbiamo, poi, concluso il nostro viaggio a Teramo, città dall’immenso patrimonio artistico.

Pescara

Appena arrivati a Pescara la nostra attenzione è stata letteralmente catturata da uno dei simboli caratterizzanti la parte moderna della città abruzzese: il Ponte del Mare.

Ponte del MareL'opera urbanistica (relativamente nuova) risale al 2009. Una enorme vela che unisce in maniera straordinaria le due rive, da nord a sud, del fiume Aterno-Pescara.

Si tratta di un ponte ciclabile/pedonale dalla lunghezza strabiliante (465 metri), uno tra i più lunghi d’Europa e il più lungo d’Italia.

La parte sospesa del ponte si regge su un enorme pilone di acciaio fissato sulla sponda nord del corso d’acqua ed è posizionato in obliquo rispetto al corso del fiume.

Uno spettacolo incredibile attraversarlo!

Lasciato il Ponte del Mare, abbiamo deciso di immergerci nella incantevole porzione storica di Pescara, raggiungibile comodamente da ogni parte della città.

Nel cuore di “Pescara vecchia”, iniziamo con una avvenente visita alla casa natale di Gabriele D’Annunzio che è ubicata a sud di Pescara, in pieno centro storico, sulla sponda destra del fiume, precisamente in Corso Manthonè 116.

L’abitazione dove il poeta trascorse la sua turbolenta infanzia, viene spesso richiamata nei suoi scritti, tanto nei vari carteggi personali quanto nella sua opera in prosa e in versi.

Ripercorrere quei luoghi è stata per noi un’emozione decisamente forte!

L’edificio, agevolmente raggiungibile a piedi tra i vicoli di una suggestiva Pescara antica, conserva l’originaria tipologia di casa borghese ottocentesca di provincia e le decorazioni parietali interne.Casa-Museo D'Annunzio

Molto suggestivo il percorso che si snoda tra le stanze della “casa-museo”, stanze che conservano arredi dell’epoca e decorazioni parietali di particolare pregio artistico.

Ogni stanza è “caratterizzata” dalle diverse didascalie che riproducono i versi del “Notturno”, opera in cui il Poeta ricorda ambienti, oggetti e persone a lui care.

Al primo piano dell’edificio è possibile visitare il vero e proprio museo della casa natale.

In esso sono conservati ed esposti interessantissimi documenti d’archivio, fotografie e cimeli del poeta.

Con estremo entusiasmo, lasciamo la casa del “Vate” e proseguiamo la nostra visita nella parte più antica e suggestiva della città.

Percorriamo la “strada gemella” di Corso Manthonè (ad esso parallela), ossia Via delle Caserme.

Una particolarissima strada lastricata che ospita il Museo delle Genti d’Abruzzo (dedicato alla cultura abruzzese dalle origini al '900) e il relativo auditorium, ubicati in un edificio che fungeva da carcere al tempo del Regno delle Due Sicilie: il cosiddetto “Bagno Borbonico”, ben conservato e visitabile.

Il Bagno Borbonico, ha inglobato al suo interno i resti delle mura normanne e bizantine della città. Costruito all'inizio del '500 per volere di Carlo V, e continuata poi dal Duca d'Alba, oggi resta solo la parte occupata dalla caserma di fanteria, realizzata dai Borboni nel Seicento.

Pescara VecchiaSu entrambe le strade si affacciano palazzi settecenteschi con balconcini dalle mensole arricciate e le grate a “petto d’oca”.

Un vero concentrato di pregio!

Questa porzione del centro storico consente di dedicarsi a rilassanti passeggiate per osservare con tranquillità il contesto architettonico. Esso è, infatti, un luogo assai poco frequentata nelle ore diurne.

Al calar della sera, invece, queste due strade (in particolare Via delle Caserme) si trasformano di gran lunga.

La serenità delle ore diurne lascia il passo ad una briosa “movida” pescarese all’interno dei numerosissimi e frequentati locali (fra ristoranti e pub), sparsi in Via delle Caserme e Corso Manthonè.

A due passi dalla parte vecchia di Pescara abbiamo visitato la Cattedrale di San Cetteo, tipico esempio di architettura romanica.

La chiesa, con pianta rettangolare a tre navate, si caratterizza per la imponente facciata in pietra bianca di stile neoclassico.

Essa fu fortemente voluta da Gabriele d'Annunzio, il quale mise a disposizione fondi finanziari propri per la sua realizzazione.

Chiesa del Sacro Cuore Pescara

Al suo interno è ospitata la tomba della madre del poeta, Luisa D'Annunzio.

Decisamente interessante, all’interno della chiesa, risulta un dipinto del Guercino, il San Francesco, donato dallo stesso d'Annunzio.

Il campanile laterale della Cattedrale è una torre con tamburo in sommità, seguito da una cuspide conica verde.

Sempre nel centro della città, lungo il Corso Umberto I, è possibile visitare la Chiesa del Sacro Cuore: un maestoso edificio di fine Ottocento nonchè meraviglioso esempio di stile Neogotico.

La Chiesa del Sacro Cuore è un piccolo gioiello architettonico che presenta un prospetto principale caratterizzato dal rivestimento in mattoni a faccia-vista.

Un grande rosone raggiato sormonta lo splendido portale principale impreziosito dal mosaico dorato e accostato da due finestre oblunghe.

Le ammirevoli quattro guglie slanciano la chiesa verso l’alto, elevando la facciata al campanile con punta a cuspide, posizionato poco più dietro.

Al proprio interno la chiesa risulta distribuita in tre navate suddivise da arcate ed illuminate dalle meravigliose vetrate artistiche.

Continuiamo a percorrere Corso Umberto I che si incrocia con il corso Vittorio Emanuele e attraversa Piazza Sacro Cuore, Piazza della Rinascita e Piazza I Maggio (sulla quale si affaccia il Palazzo Verrocchio) fino al lungomare Matteotti.

La Nave di CascellaProprio sul lungomare, in corrispondenza del Largo Mediterraneo, ci ritroviamo dinnanzi la cosiddetta “Nave di Cascella”.

Questa fontana è un’opera scultorea dell’artista Pietro Cascella costituita da una vasca rettangolare in marmo di Carrara, contenente una nave stilizzata.

Le opposte tesi sulla tanto discussa “nave stilizzata”, posizionata nel 1987 presso il lungomare, di certo non mancano tra i cittadini di Pescara.

Secondo alcuni, la nave rimanderebbe alla “galea” (antica imbarcazione a remi) secondo altri rievocherebbe le sofferenze subite dai carcerati pescaresi rinchiusi nella fortezza borbonica, impiegati come rematori sulle navi spagnole.

Lasciamo il centro di Pescara per continuare il nostro itinerario, facendo una brevissima sosta per ammirare i “trabocchi”, sul lato nord del Porto Canale ossia l'antico porto romano.

Queste particolarissime edificazioni abitabili, realizzate in legno, sono costruite su delle palafitte e tradizionalmente venivano usate per pescare.

Impossible restare indifferenti dinnanzi al fascino di queste costruzioni “sospese” sul mare e ancorate alla roccia da grossi tronchi di pino.

Pineto

A soli 18 km a nord di Pescara, veniamo accolti da questa ridente località balneare, una tra le più apprezzate dell’Adriatico.Pineto

La deliziosa cittadina della riviera adriatica deve il suo nome alle caratteristiche e rigogliosissime pinete che costeggiano il mare per tutto il tratto di costa.

Risulta oltremodo arduo riuscire a descrivere efficacemente le meraviglie di questo splendido luogo incontaminato.

Non abbiamo potuto resistere a siffatto splendore: appena arrivati sul posto non abbiamo esitato a indossare il costume da bagno e concentrare tutte le nostre attenzioni verso un meraviglioso mare!

Segnaliamo che Pineto anche quest’anno è stata premiata con la sua quattordicesima Bandiera Blu.

Ciò dimostra che si tratta una delle migliori località rivierasche italiane ... e noi confermiamo!

Una vera e propria oasi di pace che ha visto parte delle nostre giornate “avvolte” tra spiagge di sabbia finissima, meravigliosi fondali marini e tra la frescura di una meravigliosa pineta.

La zona di mare indiscutibilmente più suggestiva dell’intera zona è quella situata a ridosso dell'area marina protetta “Torre del Cerrano”.

E’ proprio qui, su uno splendido tratto di spiaggia libera, che spicca prestigiosa l’antica fortezza cinquecentesca chiamata proprio “Torre del Cerrano” che divide naturalmente i due Comuni di Pineto e Silvi Marina.

La Torre di CerranoLa Torre è una delle antiche torri costiere del Regno di Napoli e rappresenta uno dei fortilizi costieri meglio conservati dell'intera riviera abruzzese.

Attualmente ospita al proprio interno la sede di un centro di biologia marina.

La sua costruzione risale al 1568 e deve il suo nome all’omonimo torrente, che discende dai colli di Atri e la cui foce è situata cinquecento metri a sud della torre.

In quest'area sorgeva l'antico porto del Cerrano, ossia il porto della città collinare di Atri, un porto di origini romane molto importante per il commercio marittimo dell'Abruzzo.

Il porto venne successivamente distrutto dalla Repubblica di Venezia insieme a quasi tutti i porti adriatici.

Una rinascita ci fu con Carlo V, che decise di costruire un efficiente sistema di protezione dalle invasioni saracene sulle coste del regno, costituito da torri di avvistamento visibili l'una dall'altra, in modo da poter comunicare velocemente.

E fu proprio l'area dell'antico porto che venne scelta come luogo dove edificare una delle torri di avvistamento.

E’ stato un vero onore per noi poter visitare la Torre in un percorso che prevede anche una tappa al Museo del Mare.Centro di Pineto

Per gli amanti del ciclo-turismo, segnaliamo che il litorale di Pineto è percorso, in tutta la sua lunghezza, da una praticissima pista ciclabile dalla quale è possibile ammirare panorami assolutamente straordinari.

Ci siamo concessi anche una lunga passeggiata in bici.

Provare per credere!

Durante l’intero itinerario abruzzese, siamo stati ospitati da una eccellente struttura alberghiera, trattasi dell’hotel Hastoria.

La struttura è ubicata a pochi passi dal centro della cittadina, letteralmente sul mare.

Infatti, basterà fare pochi passi, attraversando la rigogliosa pineta, per lasciarsi abbandonare al relax più totale di una curatissima spiaggia privata.

Facilmente raggiungibile sia in auto che in treno (a pochissimi metri dalla stazione), è una struttura decisamente consigliata.

 

 

Atri

A poca distanza da Pineto (e facilmente raggiungibile) si trova questo delizioso e antichissimo borgo ricco di monumenti, tesori d'arte, siti archeologici e musei.

Centro Storico di AtriUna volta giunti nella cittadina è assolutamente consigliabile visitare il centro storico. Asse portante del piccolo centro storico è Corso Elio Adriano e via Picena, che si collegano alla splendida Piazza Duchi d'Acquaviva.

Questo costituisce un meraviglioso percorso pedonale del borgo!

Proprio qui, in una manciata di metri quadrati, ritroviamo i più considerevoli monumenti: dalla cattedrale al Palazzo ducale e alle principali chiese.

Il monumento-simbolo di Atri è sicuramente la straordinaria basilica cattedrale di Santa Maria Assunta.

Imponente e maestosa ci appare l’elegante facciata, di conci a pietra d'Istria, dalla quale spicca un magnifico rosone.

La facciata, che oggi termina con una cornice orizzontale (tipica di molte chiese abruzzesi), era in realtà originariamente dotata di timpano in stile gotico, ma il frontone crollò in seguito al terremoto del 1563.

Assolutamente straordinaria è stata la nostra visita all’interno del chiostro dal quale si apre un’inedita vista della parte posteriore della cattedrale e del campanile.

Una meravigliosa costruzione di archi in laterizio, lodevole esempio di architettura monastica medioevale con un grande spazio verde centrale.Chiostro di Atri

L’opera risale ai primi del Duecento, qui vi risiedettero i Padri Cistercensi e successivamente i Canonici del Capitolo Cattedrale.

Nel 1400 fu adibito a cimitero episcopale, vi si tumulavano i vescovi della Diocesi, i prelati ed i cittadini più illustri.

Lungo i corridoi è possibile ammirare diversi affreschi del 1400 ed alcune colonne stroncate posizionate al di sotto dell’attuale pavimentazione, esse testimoniano periodi molto più antichi (seconda metà del sec. XII).

Al centro del Chiostro è posizionato un antico pozzo a base ottagonale cinquecentesca, esso reca la data del 1763.

Il piano della loggia superiore del chiostro si sviluppa su tre lati di dieci arcate ciascuno, con piccole colonne in cotto risalenti al XI secolo. Qui è conservato il lapidario con moltissimi reperti romani e medioevali.

Segnaliamo che il chiostro ospita al proprio interno il Museo Capitolare, anch’esso decisamente da visitare!

Dal Chiostro della Cattedrale si accede all’antichissima cisterna romana. Un ambiente sotterraneo di notevole interesse archeologico: esempio di arte romana del III secolo a.C.

Palazzi AtriOriginariamente si trattava di una cisterna pubblica, contenente ben 24 mila metri cubi di acqua nelle sue grandi ed alte navate. Successivamente fu, invece, usata quale “piscina” per raccogliere le acque reflue provenienti dalle terme pubbliche che vi si costruirono proprio al di sopra di essa in età imperiale. Di forma quadrangolare, misura più di 24 metri in larghezza e circa 26 metri in lunghezza.

Ventinove affreschi decorano in maniera unica i pilastri di questo ambiente sotterraneo.

Meritano poi una visita le tantissime chiese del centro storico, il palazzo ducale e il teatro comunale.

Lo splendido centro storico di Atri, assolutamente ben conservato, è ricco di palazzi signorili e non, “incastonati” nei suoi caratteristici vicoli e piazze.

Ogni edificio che si incontra, durante il seppur breve percorso, suscita estremo fascino.

Abbiamo constatato come non a caso Atri sia stata proclamata “città d’arte”!

Girovagando per il borgo si incontreranno numerosi negozi che vendono il cosiddetto “prodotto locale”: la liquirizia.

Da veri appassionati di leccornie, non potevamo farci di certo mancare il tempo per visitare le caratteristiche botteghe dove è possibile assaggiare decine e decine di tipi di liquirizia.

Teramo

Ultima tappa del nostro itinerario abruzzese è stata la città di Teramo e il suo immenso patrimonio artistico, storico e culturale.Duomo di Teramo

L’opera artistica più nota della città è sicuramente il suo Duomo, la basilica cattedrale di Santa Maria Assunta.

Questa spettacolare basilica sorge nel cuore del centro storico, sull'asse viario principale definito dall’incrocio di corso San Giorgio, di corso Cerulli e di corso De Michetti.

Siamo arrivati lì all’ora di pranzo e, nella massima tranquillità, abbiamo potuto osservare ogni particolare dell’esterno del Duomo da ogni prospettiva, riuscendo a percepire i diversi stili che la caratterizzano: la parte inferiore realizzata in stile romanico e quella superiore con spiccati caratteri dello stile gotico.

La facciata principale è coronata da una insolita merlatura con al centro un possente portale sopra al quale sono posizionati gli stemmi a scudo e di colore rosso, della città di Teramo, Atri e del vescovo Nicolò degli Arcioni, grazie al quale la cattedrale venne ampliata.

Ai lati dell’ampia scalinata vi sono quattro suggestivi leoni in pietra che, con molta probabilità, furono impiegati come basi di colonne di un antico colonnato.

Sul fianco destro della cattedrale sono inseriti dei rilievi in calcare con armi di epoca romana, da attribuire ad un monumento funerario.

Sulla facciata posteriore della cattedrale è posto un pregevole pannello scultoreo bronzeo, scolpito a basso rilievo, opera dell’artista Venanzo Crocetti, e raffigurante “L’Annunciazione”.

Campanile TeramoDi certo non passa inosservato lo splendido campanile alto circa 50 metri!

La torre mostra successivi interventi costruttivi: la parte inferiore è stata realizzata tra il XII e il XIII secolo, la parte intermedia risale invece al XIV secolo ed infine l'elaborato coronamento ottagonale fu realizzato nel XV secolo.

In pieno centro storico, nelle vicinanze del Duomo, abbiamo potuto fare un “balzo” indietro nel tempo: fino all’età romana!

E’, infatti, nel cuore della città che sono presenti i resti del teatro romano e quelli dell’anfiteatro romano.

Il Teatro romano venne edificato addirittura in età augustea e presentava nell'alzato del palcoscenico ricche decorazioni realizzate nel 30 a.C., disposte in nicchie alternate di forma rettangolare e semicircolare.

Fino ad oggi è stato possibile riportare alla luce solo il tratto orientale del palcoscenico in quanto la zona circostante è edificata

Nel corso dei lavori di recupero si arrivò a distinguere il Teatro romano dal limitrofo Anfiteatro.

L'Anfiteatro romano di Teramo dista solo pochi metri ad ovest dal teatro romano; la parte più evidente della residua muratura perimetrale in laterizio dell'anfiteatro è visibile in via San Berardo e nell'area immediatamente a sinistra della Cattedrale.Borgo Medievale Teramo

La pianta aveva la forma di un'ellisse con un perimetro di 208 metri. Il piano antico è situato a 6 metri di profondità rispetto all'attuale livello stradale.

Ma la nota più caratteristica di questa splendida città, per noi, è stato scoprire il cosiddetto “borgo medievale” che è ubicato in pieno centro-città a pochissimi passi da Piazza Garibaldi.

Il Borgo Medioevale consiste in un complesso di edifici ottocenteschi realizzati sul piccolo colle di San Venanzio, attraverso una stravagante fusione in unica struttura di differenti stili architettonici e artistici.

Sorprendentemente amalgamati tra loro si passa dallo stile neogotico al moresco, con numerose contaminazioni derivanti dalle tante esperienze formative maturate nel tempo dal suo Autore: l’artista teramano Gennaro della Monica.

Questo gruppo di fabbricati ed aree verdi è anche identificato, molto genericamente, con la denominazione di Castello Della Monica.

L'opera principale, che spicca fra gli altri fabbricati, è il Castello vero e proprio, situato nell'area più elevata del complesso.

Ad eccezione di un solo edificio, attualmente adibito a civile abitazione, il resto del complesso è oggi di proprietà del Comune di Teramo e si trova in fase di restauro per essere poi riaperto al pubblico e riconsegnato alla città.

Un vero peccato che questo complesso sia stato trascurato per così tanto tempo!

Ripercorriamo il centro storico, pronti per ripartire, con grandissima soddisfazione per aver visitato luoghi incantevoli di questa splendida regione.

Al prossimo itinerario!

 

Strutture che abbiamo visitato e recensito a Pineto:

Albergo “Astoria”, Pineto (TE)