Grotte di Stiffe, Santo Stefano di Sessanio, Scanno e Calascio: un sorprendente patrimonio d’arte, cultura, tradizioni e natura.

Eccoci al secondo itinerario in una meravigliosa regione italiana: l’Abruzzo. Un territorio che conserva sapientemente uno straordinario patrimonio d’arte, cultura, tradizioni e natura.

Lo splendore di questa regione è confermato da un vero e proprio primato: ben 23 paesi abruzzesi sono ricompresi tra i borghi più belli d’Italia.

Abbiamo iniziato il nostro itinerario dalle Grotte di Stiffe per poi visitare i suggestivi e caratteristici borghi di Santo Stefano di Sessanio, Scanno e Calascio. 

Grotte di Stiffe

Nel bel mezzo del Parco Sirente-Velino, tramite un tipico percorso di montagna, abbiamo raggiunto le Grotte di Stiffe: uno dei fenomeni carsici più particolari d’Italia (seppur poco conosciute).

FOTO 000176

Il complesso di grotte è situato nei pressi di Stiffe, nel territorio del comune di San Demetrio ne' Vestini in provincia de L’Aquila.

Queste grotte, tecnicamente, costituiscono una “risorgenza attiva”. Sono cioè state generate dalla presenza di un fiume sotterraneo che fuoriesce in superficie, caso pressoché unico in Italia.

Questo seducente torrente sotterraneo forma all’interno della cavità alcune cascate di straordinaria bellezza, una “rappresentazione” unica che ci ha accompagnato per tutti i 700 metri del percorso turistico.

Storicamente, questo complesso venne utilizzato sin dall'età del bronzo. Al suo interno, infatti, sono stati rinvenuti resti archeologici risalenti, addirittura, al Neolitico ed Eneolitico.

Nel 1907, la presenza del corso d'acqua sotterraneo ha portato alla realizzazione di una centrale idroelettrica di cui sono visibili ancora oggi alcuni resti nei pressi dell'ingresso alle cavità.

Dopo che, nel 1956, venne smantellata la centrale si sono susseguite le prime esplorazioni speleologiche fino ad un vero e proprio percorso di valorizzazione del sito che ha portato all'apertura al pubblico delle grotte nel 1991.

Nel 1994 un gruppo di speleologi riuscì ad accedere per la prima volta alla zona inesplorata (zona susseguente alla prima cascata) e nel 1996 è stato aperto il museo di speleologia intitolato a Vincenzo Rivera.

Un secondo ampliamento del percorso turistico è stato realizzato nel 2007 con l'apertura ai visitatori della seconda cascata. Straordinaria!FOTO 000177

Il percorso turistico è stato così portato sino alla definitiva lunghezza di circa 700 metri (anche se ad oggi l'estensione della parte di cavità esplorata supera il chilometro).

L'ambiente mantiene una temperatura di appena 10 °C, costante tutto l'anno.

Il percorso turistico nelle grotte ha una durata di circa un’ora e copre buona parte delle cavità esplorate, sino alla seconda cascata.

Prima di salire in cima al paese, per raggiungere l’entrata delle grotte, sarà necessario munirsi di un biglietto d’ingresso, acquistabile presso un apposito “centro visite” che è situato all’ingresso del paese, a valle della montagna.

Tutto ben segnalato, impossibile sbagliarsi!

L'ingresso alle grotte avviene in corrispondenza di una vistosa spaccatura nella montagna proprio al di sopra dell'abitato, a circa 2 chilometri di strada da esso.

Una passerella risale il corso d'acqua immettendosi al di sotto di una parete rocciosa di 100 metri.

Una volta entrati e iniziato il percorso, si incontra una prima cavità ove sono stati rinvenuti gli importanti resti archeologici menzionati.

Superata questa prima cavità, per mezzo di un canyon, si giunge in un grande ambiente denominato “Sala del Silenzio”; l’aggettivo “silenzio” viene utilizzato proprio perché in questo punto il fiume tende a prosciugarsi, annullando il rumore tipico del resto del percorso.

La Sala del Silenzio è l'anticamera della prima meravigliosa cascata che sviluppa un dislivello di oltre 20 metri su di una parete alta circa 30 metri.

In questo ambiente è stata realizzata una scalinata, al vertice della quale vi è un suggestivo “belvedere” proprio sulla cascata.

FOTO 000178

Continuando, poi, il percorso ci si immette in un ambiente poco luminoso, caratterizzato dalla tipica presenza di stalattiti e stalagmiti. Un luogo a dir poco favoloso!

Proseguendo il cammino in questa sala, più avanti, l’ambiente si amplia ed accoglie una vastissima distesa d'acqua che prende il nome di Lago Nero.

Questa costituisce una delle porzioni più antiche e suggestive dell’intero complesso.

Percorrendo una ripida salita si è aperta ai nostri occhi la spettacolare visione: una fragorosa cascata di oltre 25 metri d’altezza.

Un’emozione davvero inaspettata!

Il getto d’acqua si proietta in un laghetto dalla profondità di circa 5 metri all'interno di una sala particolarmente ampia e scenografica.

Concluso il percorso guidato (d’obbligo i complimenti all’eccellente guida), per uscire dal complesso è stato necessario fare a ritroso tutto il tragitto. Consigliamo di sfruttare il momento.

Si potranno, infatti, osservare taluni splendidi particolari delle centinaia di stalattiti e stalagmiti incontrate durante il cammino.

Un luogo che merita assolutamente una visita!

All’uscita dalle grotte non potevamo non visitare il Museo di speleologia intitolato a “Vincenzo Rivera”.

Il percorso museale comprende sezioni dedicate alla paleontologia, alla mineralogia, alla geologia e alla fotografia speleologica.

Esso conserva degli importantissimi reperti archeologici tra cui uno scheletro intatto di Ursus Speleus, un primitivo orso delle caverne, e il calco dell'originale teschio di Broken Hill.

Santo Stefano di Sessanio

Nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga abbiamo riscoperto questo scenografico borgo, arroccato su una collina a 1.251 metri sopra il livello del mare.FOTO 000179

Questo spettacolare “Paese di pietra”, tra i più interessanti dell’Abruzzo, conserva ancora oggi inalterate le caratteristiche storiche ed architettoniche del Trecento e del Quattrocento.

Impossibile non restare sbigottiti nel girovagare per i vicoli del suggestivo centro storico di origine medievale.

Tutti gli edifici e le strade sono costruiti in pietra calcarea bianca, resa opaca dal trascorrere del tempo. Il borgo è una vera e propria opera d'arte, non a caso Santo Stefano di Sessanio rientra nella prestigiosa selezione de "I Borghi più belli d'Italia".

Un intricato labirinto di stradine in pietra, archi e gallerie suscita enorme fascino ad ogni angolo, riuscendo a regalare la magia di tempi lontani.

Ogni vicolo del delizioso borgo conduce alla sommità del paese dove spicca la cosiddetta “Torre Medicea” che domina l’intero centro abitato e presenta lo stemma della celebre famiglia fiorentina Dè Medici, che nel ‘500 fu feudataria del piccolo borgo.

Purtroppo, a seguito del terremoto del 2009, la torre ha subito gravi danni strutturali ed è attualmente sottoposta a lavori di ristrutturazione.

Questa suggestiva torre di avvistamento, costruita in pietra di montagna e simbolo del delizioso borgo, risale al XIV secolo. Si tratta di una torre di vedetta a pianta circolare che presenta alcune finestre sul corpo centrale e un coronamento di merlature semplici alla sommità.

Percorrendo le tortuose stradine ci si è aperto un suggestivo susseguirsi di abitazioni quattrocentesche, tra le più caratteristiche ci hanno segnalato la “Casa del Capitano”, ubicata vicino alla Torre Medicea, chiamata così perché durante la seconda guerra mondiale venne occupata dalle squadre fasciste.

FOTO 000180

Non passano di certo inosservate le logge di questa antica abitazione. Logge che furono realizzate da maestri scalpellini, chiamati (a suo tempo) direttamente da Firenze.

Il palazzo più grande e affascinante del borgo, costruito dai Medici come residenza signorile, si trova lungo la strada che conduce alla chiesa.

La costruzione in pietra ha due grandi bastioni e due finestre bifore di stile tardo-gotico.

Attualmente il palazzo ospita una struttura alberghiera che reca il nome: "La Bifora". La facciata che dà verso l'interno del paese è decorata da un ordine di logge classicheggianti.

L’intero borgo è circondato dalle famose "case-mura": case molto alte caratterizzate dalle mura spesse e da piccolissime finestre che davano sull'esterno del paese. Tale assetto architettonico del borgo era sicuramente una misura difensiva dell’epoca; infatti, con tali strutture era molto più semplice per la popolazione difendersi da escursioni esterne.

Le "case-mura" o "case-torri" sono la particolarità anche di altri paesi, come il vicino Castel del Monte, ma sicuramente propria soltanto di Santo Stefano di Sessanio è la famosa Buscella, una stretta apertura sull'ultima cerchia di mura, dove si narra che, in epoca medievale, i giovani innamorati si incontravano per scambiarsi fugaci baci (essendo impossibile farlo pubblicamente!).

Santo Stefano deve il suo nome proprio alla chiesa del suo santo patrono, Santo Stefano Protomartire, costruita tra il XIV ed il XV secolo, nel cimitero del paese. La sua pianta è irregolare e si presenta articolata come in cinque campate, con un'insolita area presbiteriale.

Altra chiesa decisamente suggestiva è la cosiddetta “Chiesa Madre” ubicata nel mezzo di una incantevole piazzetta, accanto alla porta urbica.

In origine questa chiesa venne costruita, nel XV secolo, come cappella medicea, oggi è divenuta la parrocchiale del centro storico del borgo, decorata da una facciata con portale in stile classicheggiante e uno stemma dei Medici sull'architrave, affiancata da un piccolo campanile a vela.FOTO 000181

Percorrendo la via dei “vicoli” di questo meraviglioso borgo è possibile osservare, a fianco alla chiesa, la cosiddetta “Porta Urbica”.

Essa ha arco a tutto sesto, con lo stemma dei Medici sull'architrave. La parte della sommità della porta è rialzata, perché in passato vi risiedevano le guardie di vedetta.

Poco fuori dal centro, si trova la Chiesa di Santo Stefano fuori le mura; chiesa più grande del paese. Costruita nel XIII secolo circa, è stata rimodellata nel Rinascimento. Ha un’unica navata con planimetria longitudinale rettangolare, e un campanile a torre con cuspide.

Lasciamo Santo Stefano di Sessanio visitando il Santuario della Madonna delle Grazie e l’incantevole Chiesa della Madonna del Lago.

Esso si trova a poca distanza dal centro storico del borgo, presso quello che viene chiamato “il laghetto di Santo Stefano”. L’edificio (a navata unica, in stile barocco, con un portico sulla facciata) è sormontato da una caratteristica cappella pastorale costruita nel XVII secolo, poi ampliata con il susseguirsi del tempo.

Spettacolare ci è apparsa, poi, la Chiesa della Madonna del Lago, risalente al XVII secolo. Essa venne volutamente costruita fuori dalle mura del paese, sulle distese di verdi pascoli, in un punto ben preciso: proprio dove si rispecchia nel lago che si apre proprio davanti alla sua porta. Luogo incantevole!

Non si può ripartire da Santo Stefano di Sessanio senza aver prima assaggiato le lenticchie tipiche del luogo. Ebbene sì: lenticchie!

Una qualità di minuscole lenticchie, pochi millimetri di diametro, globosa e di colore scuro, marrone-violaceo. Questo legume straordinariamente saporito, cresce esclusivamente alle pendici del Gran Sasso.

Scanno

Altra tappa di questo splendido itinerario abruzzese, vede come protagonista Scanno, rientrante (a ragione) tra i borghi più belli d’Italia. 

FOTO 000182

Circondata dai Monti Marsicani e vicinissima all’omonimo lago, Scanno è sicuramente una deliziosa meta turistica sia invernale che estiva ed è anche nota come “la città dei fotografi”.

Gli inconfondibili scorci di questo borgo sono stati, infatti, i soggetti preferiti di migliaia di scatti realizzati da altrettanti innumerevoli autori italiani e stranieri.

Per tutti gli appassionati di fotografia sarà decisamente entusiasmante percorrere la “Via dei Fotografi”. Una strada in cui è possibile scattare le foto più suggestive del borgo.

Tutto il borgo è assolutamente affascinante: con il suo susseguirsi di piazzette, palazzi nobiliari, balconcini in ferro battuto, fontane in pietra e caratteristici portali caratterizzanti l’intero centro storico, sarà assolutamente impossibile non apprezzare lo splendore di questa cittadina ricca di tradizioni.

Passeggiando per il magnifico borgo, tra le sue tipiche abitazioni addossate le une alle altre, non sarà difficile incorrere nei costumi tradizionali femminili che, ancora oggi, vengono indossati dalle donne anziane.

Peculiari di questi antichi abiti sono i relativi copricapo, molto simili a turbanti orientali, probabilmente una reminiscenza della originaria dominazione saracena e ottomana. Un vero e proprio salto indietro nel tempo!

Impossibile, inoltre, non restare ammaliati dalla moltitudine delle particolari botteghe orafe che si incontrano durante il cammino. In questo luogo, gli esperti artigiani realizzano gioielli come la cosiddetta "Presentosa": un monile circolare a forma di stella con sorprendenti intarsi in filigrana d'oro con in mezzo uno o due cuori, simbolo di fedeltà e amore eterno.FOTO 000183

Tipiche del borgo sono anche la lavorazione dei merletti e la produzione di oggetti in lana, molti dei quali sono esposti nel caratteristico Museo della Lana, ospitato in un caratteristico edificio di inizio Novecento. Da visitare!

Sempre nel centro storico si possono ammirare gli splendidi archi del borgo. Essi sono di due tipi: quelli facenti parte dell’antica cinta muraria (ossia le vere e proprie porte d’accesso al centro abitato) e altri che collegano semplicemente i diversi edifici tra loro.

Da segnalare, sicuramente, l'Arco di Sant'Eustachio che rappresenta l’antica porta d'accesso alla città medievale e l’Arco della Nocella caratterizzato dalle incantevoli decorazioni settecentesche a stucco.

Girovagando per i suoi vicoli possiamo imbatterci nelle numerose chiese, sono ben 11 le chiese di Scanno!

Tra i luoghi di culto più importanti del borgo sicuramente da visitare sono: la Chiesa di Santa Maria della Valle risalente al XIII secolo, caratterizzata dal un meraviglioso portale romanico; la Chiesa di Sant'Eustachio è, invece, la più antica del paese ed è situata nella parte alta del paese; e, ancora, la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli al cui interno è conservato il bellissimo affresco della Madonna in Trono.

Dopo aver dedicato le giuste attenzioni all’incantevole centro storico, assolutamente d’obbligo è una lunga visita al sorprendente “Lago di Scanno”. Un delizioso bacino naturale, circondato da boschi, ormai noto per la sua caratteristica forma di cuore.

Per poter ammirare appieno la particolarità di questa sua forma, consigliamo di raggiungere il belvedere, detto della “Frattura Nuova”, da lì ci si potrà innamorare del contesto in cui è inserito questo spettacolare e unico specchio d'acqua.

FOTO 000184

Il lago, dalla superficie di circa un chilometro quadrato e a 930 metri sul livello del mare: si è formato in seguito a una antica frana generatasi dal Monte Genzana.

L’originaria frana ha così ostruito il corso del fiume Tasso dando vita al lago nella sua conformazione attuale. Nel momento di massima piena raggiunge una profondità di 36 metri.

Molto interessanti sono le diverse leggende che aleggiano su questo lago (e che ci sono state raccontata in occasione dell’itinerario).

Secondo una prima antica leggenda il lago di Scanno si sarebbe formato in seguito a un combattimento tra le truppe romane e Re Battifolo, monarca di Scanno. Si narra che nel momento in cui il Re stava per essere sconfitto dai romani, chiese fervidamente l’aiuto del mago Bailardo che con un incantesimo fece inondare d'acqua il campo nemico.

Un'altra leggenda riferisce le gesta della fata Angiolina, di cui si era innamorato un certo Pietro Baialardo, che ordinò il suo rapimento. Per scampare ai rapitori, la fata fece apparire un lago, nel quale sprofondarono e lei riuscì a salvarsi.

Affascinati da queste leggende, ci siamo concessi un bellissimo giro sulle sponde del lago, restando esterrefatti dalle sue acque color verde smeraldo.

Segnaliamo che il lago è balneabile ed è possibile noleggiare barche e pedalò per gustare appieno l’emozione di visitare questo splendido bacino.

Calascio

Ultima tappa di questo straordinario itinerario abruzzese, è stata Calascio, un piccolissimo borgo in provincia de L’Aquila che rientra nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.FOTO 000185

Calascio, borgo dalle antiche origini medievali, nacque dalla fusione di due comunità: quella di Calascio e quella di Rocca Calascio. Intorno all’anno 1000 viene fondata, nel suo territorio, la rocca sul monte che sovrasta il borgo.

Inizialmente la rocca fu edificata come una semplice torre di avvistamento per prevenire gli assalti nemici.

Con il trascorrere del tempo la rocca, acquisendo sempre più importanza strategica, venne modificata ed ampliata, fino all’attuale formazione: uno strabiliante castello con ai suoi piedi un vero e proprio centro abitato.

Nel 1703 un violento terremoto danneggiò gravemente la rocca, che venne poi abbandonata. Solo alla fine del XX secolo, l’intera zona della rocca venne restaurata e consolidata ed oggi è importante meta turistica (oltre ad essere stata protagonista di moltissimi set cinematografici, tra tutti ricordiamo la stupenda favola ambientata nel medioevo “Lady Hawke”).

Non bisogna dimenticare che la suggestione del luogo è dovuta anche al fatto che, con i suoi quasi 1.500 metri di altitudine, esso rappresenta il castello “più alto” d’Italia e uno tra i più alti d’Europa. Praticamente straordinario!

Da segnalare è la splendida Chiesa di Santa Maria della Pietà, risalente al XVI secolo. La chiesa si trova lungo il sentiero che porta al castello di Rocca Calascio proprio sul luogo dove, secondo la tradizione, la popolazione sconfisse una banda di briganti.

La chiesa è stata costruita, con molta probabilità, su una preesistente edicola rinascimentale ed ha una struttura esterna a pianta ottagonale con una cupola ad otto spicchi e una sacrestia laterale “appoggiata” a destra del grande portale d’ingresso.

Al suo interno è conservato un dipinto della Vergine ed una scultura in pietra di San Michele.

FOTO 000186

Abbiamo raggiunto la sommità dell’antico castello: una meravigliosa struttura, costruita in pietra bianca a conci squadrati.

Il castello è costituito da un “maschio” centrale, probabilmente preesistente, circondato da una cerchia muraria merlata in ciottoli e da quattro torri d’angolo a base circolare costruite su impressionanti pendii, quasi a disegnare un “prolungamento” spontaneo delle rocce.

L’accesso alla costruzione avviene attraverso un’apertura sul lato orientale posta a circa cinque metri da terra, cui si accede attraverso una rampa in legno, originariamente retrattile, poggiata di mensole in pietra.

Da quel punto il panorama che si è aperto ai nostri occhi è stato decisamente mozzafiato: lo sguardo spazia dal massiccio della Maiella col Morrone al Sirente e Velino fino alle montagne del Parco Nazionale d'Abruzzo; per poi volgere lo sguardo verso Campo Imperatore e la catena del Gran Sasso fino all'intera valle del Tirino.

Finisce così il nostro secondo itinerario in Abruzzo che ci ha regalato la possibilità di ammirare un sorprendente patrimonio d’arte, cultura, tradizioni e natura.

Al prossimo itinerario!

 

Strutture che abbiamo visitato e recensito in questo itinerario:

Ristorante “La porta”, Scanno (AQ)

Pizzeria “Angelone”, Scanno (AQ)

Ristorante “Il ristoro degli elfi”, Santo Stefano di Sessanio (AQ)

Hotel del Lago, Scanno (AQ)